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Trail di San Severino Lucano (PZ) del 10 Luglio 2016
Lunedì 11 Luglio 2016 20:40

Trail_di_San_Severino_Lucano_ Con il Trail di San Severino Lucano (PZ) del 10 luglio u.s. si è chiusa la prima trance del trofeo di montagna per sopraggiunta pausa estiva. La gara si è disarticolata su un percorso di 12,7 km con un dislivello di 600 m. con 321 partecipanti. Per gli uomini ha vinto il solito Luigi Zullo della Bio Ambra New Age che, con il tempo di 48'01", nuovo record del percorso. Anche per le donne non c'è stata nessuna sorpresa poiché a vincere è stata la specialista Lidia Mongelli dell'Atletica Correrepollino con il tempo di 57'24”. All'arrivo esternerà la sua insoddisfazione per la prestazione addebitandola ad un percorso troppo veloce e poco impegnativo per le sue caratteristiche. C'era una sola grossa salita, di un km circa, con pendenza variabile quasi interamente percorribile al passo. L'Amatori Atletica Acquaviva si è presentata all'appuntamento con sette atleti, facendo incetta di risultati poiché ben quattro dei sette partecipanti sono saliti sul podio ricevendo il premio di categoria. Il sempre valente e poliedrico Lorenzo Taldone si è posizionato in nona posizione assoluta e seconda della categoria SM35 con il tempo di 57'21". Classe e sostanza. Anna Maria Porfido, già vincitrice per la sua categoria dell'intero trofeo nel 2015, si posiziona seconda della cat. SF50 con il tempo di 1h19'23". Certezza. Con il tempo di 1h15'59" si qualifica quarta nella cat. SF 45 e sale sul podio anche Teresa Colonna. Combattiva. Quinto, nella difficile e corposa categoria degli SM45 e trentesimo in classifica generale, si attesta Dino Nicassio. Diligente. Senza infamia né lode può considerarsi la prestazione di Angelo Ditaranto, ancora provato nel fisico, ma ancor più nella mente, dal trai di Montescaglioso di Domenica scorsa, si attesta al 14ª posto della cat.SM45 e 66ª assoluto con il tempo di 1h 06'08''. Mister Vito Nacci, in ripresa dopo un infortunio, ha sostenuto in gara le sue atlete, tagliando il traguardo con Anna Maria Porfido con il suo stesso identico tempo (1h19'23"). Infine, buona anche la prestazione di Anna Cutrignelli, podista da poco più di un anno che con il tempo di 1h34'53" si assesta all'ottava posizione della cat. SF45. Buona e consolidata l'organizzazione per un territorio apprezzabile per i paesaggi naturalistici e l'accoglienza dei residenti. Gara consigliata.

Angelo Ditaranto

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Luglio 2016 20:41
 
1° Trail Difesa San Biagio 3 luglio 2016 Montescaglioso (MT)
Giovedì 07 Luglio 2016 22:07

Angelo_Ditaranto L'A.S.D. IBITLOSSI di Montescaglioso, affiliata al circuito Trai Campania, quest’anno ha organizzato il primo Trail locale, motivo per cui le difficoltà della gara erano ignote ai più. Montescaglio è la terra mia terra d'origine per cui la gara andava corsa a prescindere dalle incognite. Il grafico altimetrico pubblicato nel dispositivo di gara lasciava presagire che non si sarebbe trattato di una scampagnata. Il tracciato prevedeva un dislivello di 800 metri concentrati su una distanza di 18 km. Per intenderci, lo stesso dislivello del Trail di Gravina ove però le pendenze era spalmate su 28 km. Viste le difficoltà e/o inconsapevolezza del percorso, gli iscritti hanno superato di poco le 170 unità, solo 141 sono poi schierati alla partenza. Di questi, una buona metà erano esperti della specialità. Nell'altra metà c'ero io. Unico rappresentante dell’Amatori Atletica Acquaviva, neofita di Trail ma rinfrancato dalle buone prove di Chiaromonte (PZ) del 2 maggio e di Gravina (BA) del 12 giugno u.s., superate le quali, con un pò di presunzione, pensavo di poter superare agevolmente altre gare del genere. Mattina del 3 luglio. Prima della partenza, il mio amico d'adolescenza Gianni ANDRIULLI, organizzatore dell'evento pluripremiato in tutti i trai a cui partecipa, spiega nel dettaglio come sarebbe stato il percorso e quali le sue difficoltà, chiude l'intervento con affermando che quello che ci accingevamo a correre poteva considerarsi il trai più tecnico del meridione. Cosa avesse voluto dire con tale affermazione l’avrei scoperto poco dopo. Intanto alle 9:00 ci sono già 29/30°c, quindi quasi nessuno ha osato fare il riscaldamento. Alle 9:10 lo start. Per i primi 5,5 km si corre prevalentemente in discesa su terreno arenoso tipico delle valle metapontina, quindi pesante, si salta qualche corso dacqua prosciugato e qui si fa sentire subito la mancanza del riscaldamento; risentimento al bicipite femorale che si presenterà ad ogni allungo di falcata. Poco male, non allungherò. Si comincia a salire. All'ottavo km ci si arrampica per quasi un chilometro poi si continua a salire per altri due/tre interminabili chilometri. Ho collezionato già tre cadute, per fortuna senza conseguenze. Decido di non contarle più. Il caldo si fa asfissiante, l’aria calda e la polvere stringono la gola, il sudore frammisto a polvere e terra delle cadute, ingessano la cute. Il beneficio dell'acqua al ristoro è terminato già dopo qualche centinaio di metri. Devo centellinare le due borraccette d'acqua che ho alla cintura, sono solo l’equivalente di due bicchieri. Il desiderio di mollare si fa strada sempre più prepotentemente. La mente si dicotomizza, arrendevole Vs combattiva. Incomincia un lungo dialogo solitario, quel dialogo che molti runner conoscono. L'apparizione di un carro agricolo carico di bottigliette d’acqua fatte giungere in via straordinaria su uno dei pochi tratti percorribili, fa propendere l'ago della bilancia per la prosecuzione della gara e dell'autolesionismo. Il volontario mi incita a tenere duro perché dal dodicesimo chilometro si scende. Infatti si scende, peccato che fosse la discesa all'inferno. Dopo una discesa tutt'altro che percorribile, men che mai corribile, faccio attenzione a non cadere ancora, qui sarebbe un disastro. A termine del dirupo si giunge in una vallata priva di aria, quasi a tenuta stagna, tappezzata di rovi ed erba secca, ci saranno 45°c, non uno di meno. Riprendono i dialoghi solitari. Mentre penso che in quelle condizioni basterebbe un riverbero di sole ad incendiare quella vallata stretta e profonda nella quale fare la fine del sorcio, mi chiedo se Dante non fosse passato di lì quando ha scritto l'inferno. Sto sragionando, passo da un pensiero all'altro manco facessi zapping. Scuoto la testa e mi concentro sulla salita successiva, ripida come lo era stata la discesa. Mi improvviso stambecco e mi arrampico fino in cima sapendo che a termine di ogni salita c'è sempre una discesa. Forse. Intanto ho conquistato il quattordicesimo chilometro. Mi tornano in mente le parole iniziali di Gianni Andriulli: gli ultimi quattro km saranno i più duri. Ormai ci saranno almeno 35 gradi in totale assenza di ombra. Lo sconforto tenta di insinuarsi, ma negli ultimi chilometri ho superato podisti specialisti nel Trail e podisti che su strada hanno un passo di gran lunga più celere del mio. Questo pensiero mi dà forza, chino in capo e affronto le ultime salite, in realtà le ultime due sembrano più muri che salite. All'ultima pendenza i quadricipiti bruciano come mai prima d'oggi, la giugulare pulsa all'impazzata e le labbra si sono saldate l'un l'altra, cementate dal sudore e dalla polvere. Faccio una cosa che non ho mai fatto prima, mi fermo. 10 secondi. Solo 10 secondi. rifiato, calano i battiti, con le ultime gocce di acqua della borraccetta mi bagno le labbra e riparto. Dalla vetta si scorge in lontananza il gonfiabile, con 36°c ho i brividi. Sono brividi di gioia. Mi catapulto negligentemente giù dall'ultima ripida discesa argillosa, attraverso una strada sterrata per entrare nel bosco per gli ultimi trecento metri, finalmente un po d'ombra. Sbuco sulla strada a 50 metri dall'arrivo, scorgo le sagome dei miei numerosi sostenitori, due per la Questura: mia moglie e la nostra cagnetta con la quale taglio l'ennesimo traguardo. Mi accoglie Gianni Andriulli felice di riferirmi che: sono andato forte. Sei 31^. Non so cosa voglia dire. L'ho realizzato più in là scorgendo i nomi blasonati di chi mi ha seguito in classifica e di quelli che mi hanno proceduto di poco. Qui apprendo che la vallata in cui ho sragionato si chiama da sempre la valle dell'Inferno e l'ultima salita è stata ribattezzata della morte. Solo 112 dei 141 podisti partiti hanno taglieranno il traguardo. Più di quanto avessi previsto in itinere. E con questo, basta con i trail .... domenica prossima i miei amici correranno sul pollino a San Severino. Ok! Ancora uno e poi basta.

Autocronaca di una gara massacrante Angelo Ditaranto

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Luglio 2016 22:08
 
Corricongioia 2016 con oltre 30 atleti acquavivesi
Domenica 03 Luglio 2016 15:14

Corricongioia_2016 Gioia del Colle ha ospitato la 4^ edizione della CorriConGioia, svoltasi domenica scorsa e valevole come 12^ prova del Corripuglia, l’ultima prima della pausa estiva. Con i 1515 finisher, la manifestazione gioiese si attesta tra le più numerose gare amatoriali pugliesi. Tutto organizzato al meglio solo su un dettaglio gli organizzatori non potevo incidere ed è stato il caldo che ha veramente messo a dura prova lo sforzo degli atleti partiti dal Palazzetto dello Sport Capurso . Fortunatamente dopo l’arrivo ristoro con acqua fresca, focaccia, mozzarelle appena prodotte, ciliegie, gelato, yogurt, il tutto senza limiti. Vincitori indiscussi sono stati in campo maschile Luigi Zullo in 32’48” e Teresa Lelario in campo femminile con il tempo di 41’56”. Con la tappa di Gioia del Colle il Corripuglia 2016 si concede la pausa estiva per un arrivederci a Putignano il 25 settembre. Per gli atleti acquavivesi accorsi numerosissimi a Gioia del Colle ottime le prove dei due juniores Angelo Didonna giunto 11° assoluto e Alesssio Locorriere 34°. I risultati completi dei tempi e piazzamenti di tutti i partecipanti dell’Amatori Atletica Acquaviva.

11 ° DIDONNA Angelo 36’00” - 34 ° LOCORRIERE Alessio 37’29”

124° NICASSIO Leonardo 40’37” - 133° PETRELLI Nicola 40’45”

303° LEPENNE Nicola 43’31” - 307° QUAGLIARELLA Antonio 43’33”

400° RAIMONDI Vito 44’52” - 431° PONTRANDOLFO Pietro 45’13”

487° CICE Vito Graziano 46’07” - 519° MASTROROCCO Giuseppe 46’28”

522° FINA Ferdinando 46’29” - 545° BRUNO Giuseppe 46’55”

561° GIANNINI Leonardo 47’09” - 572° D'AMBROSIO Franco 47’16”

617^ MONFREDA Damiana 47’51” - 648° GIANNINI Maurizio Luciano 48’04”

738° LORE' Donato 49’07” - 755° FINA Mario 49’15”

758° GIUSTINO Giuseppe 49’20” - 766 ° IACOVELLI Carlo 49’31”

801^ MARCHESANO Francesca 50’01” - 828^ CAMPANALE Francesca Romana 50’22”

831° MORGESE Vito Antonio 50’24” - 876° PACIOLLA Michele 51’03”

985° BASILE Nicola 52’38” - 1023^ PORFIDO Annamaria 53’09”

1094° PERAGINE Gianni Roberto 54’20” - 1165° CAMPANALE Leonardo 55’44”

1176° SPINELLI Angelo 56’00” - 1264° MARTIELLI Antonio 58’01”

1338° BALDASSARRE Davide 1h00’38”

1339^ LONGOBUCCO Lucrezia 1h00’38” - 1368° PRIORE Giuseppe 1h01’28”

1447° VITTORE Umberto 1h07’21” - 1448° VENTURA Domenico 1h07’21”

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Luglio 2016 15:14
 
Grazie GIOVANNI PIGNONI
Giovedì 30 Giugno 2016 01:31

Pignoni_Giovanni L’Amatori Atletica Acquaviva ricorda Giovanni Pignoni che questa mattina sommessamente, in punta di piedi, se n’è andato. Con lui se ne va un personaggio unico e straordinario, capace negli ultimi venticinque anni di incidere notevolmente nel mondo dello sport acquavivese e dell’impiantistica sportiva locale.

Acquaviva sportiva e non, ha perso un grande amico, con Giovanni non se ne va solo un grande sportivo, ma anche e soprattutto una grande persona. Estroverso e simpatico, Giovanni era pieno di idee era Lui a dire di non accontentarsi mai di programmare sempre e poi ricercare i giusti canali per realizzare le opere e mi riferisco soprattutto alla costruzione dello Stadio Giammaria nei primi anni 2000 quando il sogno di una Pista di atletica leggera sembrava svanito ecco il Giovanni che sale in macchina con assessore al seguito e via verso Roma per acciuffare un finanziamento fermo da anni che sembrava ormai perso. Oggi se la comunità sportiva e tutta la popolazione acquavivese può correre al Giammaria lo deve in parte anche a Giovanni.

Oltre che straordinario sportivo, Giovanni Pignoni è stato anche uno grande manager aziendale che ha diretto con grande carisma affermate aziende di rilievo internazionale come la CIBA-GEIGY a Napoli per poi dopo il pensionamento trasferirsi ancora più a Sud Acquaviva delle Fonti lontana 1000 Km. dalla sua Tricesimo (UD).

Ho un grande ricordo di Giovanni, quello di un grande amico oltre che grande uomo riservato e discreto come pochi, sempre attento nel rispetto di ogni persona e soprattutto dei più deboli e stato Giovanni a spingerci a creare un associazione polisportiva per disabili come l' Olimpiha Acquaviva anni fa quando ai più lo sport per disabili era vera utopia .

Ancora un forte abbraccio Giovanni e grazie per tutto quello che ci ai insegnato.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2016 01:32
 
Amatori Atletica Acquaviva ...correndo per l'Italia
Giovedì 30 Giugno 2016 00:14

Leo_Petruzzellis_5 Si è disputata domenica la Cortina Trail di 47 km con il nostro Leo Petruzzellis che ha concluso la gara in 8 ore e 56 minuti. Il commento di Leo...si dice che vincere non è superare gli altri ma è superare se stessi...ed oggi mi sono superato...conclusa la gara più bella...

 

Rocco_Scalera Nella splendida cornice del lago di Endine domenica si è disputata la ormai famosa "10 Miglia del Castello" gara podistica che ripercorre il giro del lago di Endine, anche in questa edizione particolare Amatori Atletica Acquaviva presente con Scalera Rocco.

 

 

 

Teodosio_Ernesto “5 alle 5 Bari” – Manifestazione podistica ludico motoria con partenza da Piazza Diaz (Bari) il 25 giugno 2016 con la presenza del Testimonial Salvatore Bettiol ,la manifestazione aperta a tutti, sulla distanza di 5 km, è partita all’alba di sabato 25 Giugno 2016 sul lungomare di Bari con arrivo sempre in Piazza Armando Diaz. Al ritrovo alle ore 4.30 presente anche il nostro Ernesto Teodosio.


Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2016 00:16
 
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il Video: Stelle d'argento al merito sportivo Coni a Giacomo Bruno e l'Amatori Atletica Acquaviva



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